Ho appena compiuto 57 anni. Il 4 aprile 2018. 19 anni moltiplicato per 3. 19 anni non sembrano tanti, anzi. E rimandano ad un epoca pazzesca in cui tutto appare possibile. Ho un’immagine bellissima dei miei 19 anni. Moltiplicati per 3 sbalzano improvvisamente in un’altra epoca della vita che appare grandemente diversa. Ma in fondo ho solo moltiplicato per 3 non per 8 o per 10! E dentro questi 57 il 19 c’è ancora, addirittura triplicato! In mezzo c’è certamente stato un 19 moltiplicato per 2, che risultava un 38 che per me è arrivata nel 1999: che data! Perché giocare con i numeri per presentarmi? Non so dirlo. Ho deciso di lasciare che venisse così, un po’ da sé. Come giocando.
Vengo da una vita e sono entrato nella seconda. Non da molto. La prendo sul serio, ma fino ad un certo punto. Certamente la amo e la desidero: immaginandola, praticandola, accogliendola. La prima vita è stata appassionata ed un poco inquadrata, sono stato come missionario in diverse periferie intorno alla città di Milano. Una missione laica il cui motto era “dare la parola ai poveri”. La seconda vita ha faticato a sbozzolarsi e svincolarsi dalla prima. E’ passata da esperienze inizialmente casuali. Fino a che ad un certo punto ha raggiunto una massa sufficiente da attrarmi, aspirarmi, risucchiarmi fuori da quella precedente, a misurarmi con un nuovo orizzonte. In questo passaggio mi sono occupato di agricoltura biodinamica, di alimentazione e di cucina, . Ho incontrato altre vite che mi hanno introdotto nel mondo del counseling sistemico relazionale; in quello delle costellazioni familiari, che sempre sistemiche sono; fino all’ecologia profonda della visione immaginale del counseling e della mindfulness.
Mi sento un po’ Prometeo, disposto a tutto pur di portare il fuoco agli uomini. Un po’ Ulisse, pronto a lasciare di nuovo l’ìsola appena trovata, combattuto fra la nostalgia del ritorno a casa e l’euforia del nuovo viaggio. Mi è rimasto il cuore aperto. Nulla al momento è riuscito a chiuderlo.