counseling

Il counseling è un incontro tra due esseri umani, entrambi in crescita.

E’ una modalità di relazione non terapeutica, ma di accompagnamento. Si rivela di grande importanza nelle fasi critiche della vita. Davanti ad un passaggio esistenziale, ad una difficoltà relazionale, ad un ostacolo imprevisto. Si fonda sul principio della piena fiducia nelle capacità di ogni persona di affrontare le proprie sfide. E sull’idea che in alcuni momenti per contattare e attivare queste capacità sia importante l’affiancamento di una persona competente che sappia ascoltare, domandare, restituire, riconoscere. Che si affianchi a te nell’esplorazione di nuovi punti di vista, immagini vitali, inedite prospettive.

Non prevede percorsi lunghi, anche se è sempre difficile stabilire in partenza un tempo definito. Di solito tre o quattro sedute sono sufficienti per riavviare il cammino in piena autonomia. Il lavoro più importante è quello di accompagnare a prendere contatto con le proprie emozioni e con la loro sede naturale, il corpo. La visione della persona alla base del counseling è olistica ed ottimistica: ogni essere umano possiede una capacità inesauribile di crescita. Il clima dell’incontro è improntato al rispetto, alla fiducia e alla parità. Al non giudizio. Il coraggio di diventare se stessi lo si può incontrare solo in questo tipo di orizzonte relazionale. La persona cresce autonomamente in un clima di autentica empatia, considerazione positiva incondizionata e scambio paritario.

Carl Rogers, il padre del counseling, affermava: “Quello che sono è sufficiente, se solo riesco ad esserlo. Nell’uomo c’è una tendenza naturale verso il completo e pieno sviluppo, questo è il fondamento su cui è edificato l’Approccio Centrato sulla Persona”.

Distinguiamo il counseling dalle costellazioni per rendere più pulita la descrizione dell’uno e dell’altra. Nella pratica le cose non sono distinte, né separate ma intrecciate.